• Michela Rimessi

Chi è Jutta Heupel, la fondatrice di #HYGGE?

Aggiornato il: apr 11

Jutta Heupel, fondatrice dell’Agenzia #HYGGE che si occupa di Well Being e Sostenibilità per le aziende. Forse è anche riduttivo descrivere così cosa offre in realtà la tua agenzia, perché se non sbaglio vi occupate di:

  • Work Life Balance

  • Diversity Management

  • Green Management

  • Empatia Digitale

  • Employer Branding

  • Event Planning

Un’agenzia che risponde alle reali esigenze di oggi, e un po’ avanti per la maggior parte della mentalità che regna nel panorama aziendale italiano, fatto per lo più da PMI.


Siamo abituati a leggere le tue interviste, ma è il momento di capire di più su di te, con qualche domanda, senza invadere troppo la tua privacy, alla quale tieni molto.



Jutta, ci puoi dire un aggettivo che ti rappresenta?


📌 Verbindlichkeit. È una parola che in italiano non esiste. Cerco di descriverla così: essere una persona su cui contare sulla parola data. Anche se non lo dici, lo trasmetti con il tuo posizionamento personale.

Lo trasmetto alle persone e in cambio ricevo la loro fiducia che non trascuro mai.


► Tu sei tedesca, anche se ormai dopo tanti anni qui, parli quasi il dialetto bolognese. Ci puoi raccontare brevemente perché hai deciso di mettere le radici in Italia?


📌 Era una sensazione a pelle. Difficile spiegarlo se non l’hai mai provato. In poche parole: ho sentito che era casa mia. Ma per arrivare a questo punto, cioè capire che lo è veramente, ci ho messo anni.


► Secondo te il tema del Well Being e Sostenibilità aziendale sta iniziando a farsi strada in Italia?


📌 Si. Pian piano si sente un movimento. Ma, … è ancora pochissimo. Direi che avremo compiuto il nostro compito, quando anche le persone che non lavorano in questo ambito, avranno capito quale significato hanno queste due parole.


► Qual è la caratteristica più fastidiosa in una persona e che ti fa dire che non può essere un professionista adatto per la tua agenzia?


📌 Esiste una parola che non sostengo per niente e che mi fa diventare una furia: ingiustizia. Posso tollerare tante cose, ma l’ingiustizia no. Tutto il resto si può risolvere oppure aggiustare.

L’ingiustizia ti fa sentire bloccata oppure meglio: immobile!


► Il cliente secondo te ha sempre ragione?


📌 Lavoro da più di 30 anni nell’ambito del Customer Care e ho sempre cercato di soddisfare i clienti. Risolvere i loro problemi e così via, e devo dire che mi è sempre piaciuto vedere i risultati positivi, sia da parte dell’azienda dove ho lavorato, sia anche la felicità dei clienti dopo che ho risolto i problemi.


Comunque … il cliente è il re, ma non è mai l’imperatore. E quindi non ha sempre ragione. E ti chiedo: chi è che ha sempre ragione? Te lo dico già: nessuno!


#HYGGE è la tua agenzia. Quando l’hai fondata e che bilancio fai della tua esperienza finora realizzata?


📌 Considerando che ci lavoro da Settembre con #HYGGE in questi ambiti del Well Being e la Sostenibilità, c’è ancora tantissima strada da fare. Finché le persone non capiscono di che cosa parliamo, c’è ancora da fare. Ma non mollo. Mai!


► Lavorare per #HYGGE significa...continua tu, Jutta.


📌 … sensibilizzare le persone di credere in loro stesse e soprattutto riuscire ad arrivare al livello in cui stanno bene quando lavorano.

Guarda sono una idealista e ho sempre avuto questo obiettivo, che le persone stiano bene. L’ho capito tardi che è una mia missione personale e l’ho trasformato in un lavoro.

Non pretendo che lo capiscano tutti, ma sarei già molto felice se riesco farlo capire a poche persone.


#HYGGE, si sta sviluppando in diversi ambiti, per rispondere alle esigenze di mercato. oltre a Hygge c’è?


📌 Sì … strano. L’ho pensato un altro giorno. È nato tutto durante i miei momenti creativi: mi vengono in mente delle cose e quando sono certa che è un’idea buona, lo devo fare. Così è successo con #hyggeradio. Perché la musica è un mezzo che ci fa stare bene, e da quando seguo attivamente Tailor Music e Marco Solforetti su LinkedIn, mi è venuta l’idea di creare un account su Spotify. Così tutti, veramente tutti, possono accedere e ascoltare la nostra selezione in fatto di musica per vivere il mood di Hygge.


Come anche viaggiare ci fa bene. Il viaggio è un mezzo che ci tira fuori dalla Comfort Zone. Ci obbliga quasi a pensare diversamente, perché ti mette a confronto con un mondo a cui non sei abituata. Ecco perché ho creato #hyggetravels che organizza i viaggi slow.


Magari #hyggemeets è un po’ diverso, ma … è un modo per incontrare le persone. Far sapere al mondo che c’è altro e non il solito tran tran, che io personalmente trovo molto noioso e convenzionale.


Last but not least #hyggenetworking che si chiama però Well Being 4 All. È una community, italiana e tedesca, per sensibilizzare la nostra società. Io da sola farò sempre fatica. Ma insieme con tante altre persone è meno difficile. Penso davvero che questi progetti piccoli oppure più grandi (dipende da che parte lo vedi), sono importanti per noi che siamo esseri umani. Non c’è solo il lavoro. In primis ci siamo noi: le persone.


► Quale pensi sia il valore che fa parte di #HYGGE?


📌 Definitivamente la stima verso le persone. Non si dovrebbero giudicare le persone dal tipo di lavoro che fanno oppure che status hanno. Mi viene sempre in mente la frase che ha detto spesso mio padre: “in mutande siamo tutti uguali!” Ed è vero, sai? Siamo nati tutti nudi (con una piccola differenza), ma nessuno è di più oppure meno di un’altra persona.


► In base a cosa scegli il professionista che farà parte di #HYGGE?


📌 Che non ha pregiudizi verso le persone diverse. Deve essere tollerante con le persone che:

  • sono diverse

  • pensano in un modo diverso e non conforme

A tutto il resto si può lavorare..

Una volta una/o candidata/o era scelta in base se si poteva integrare bene in un team. Sono davvero obsoleti questi pensieri oppure scelte. Siamo tutti diversi ed è importante che le persone imparino a lavorare e a stare insieme con altre persone che hanno altri valori.


► Cosa ti appassiona del tuo lavoro?


📌 Mi appassiona il fatto che le persone riflettano sugli input che offro loro e che li accettino.

Perché se ci riflettono, vuol dire che hanno voglia di cambiare qualcosa. Anche se non lo fanno subito, però è importante pensarci e poi dopo fare il passo. Anche se lo fanno dopo 2 settimane. Comunque i tempi sono relativi. Ogni mossa ha bisogni dei suoi tempi.


► Senti di dare occasioni di crescita e di sviluppo professionale?


📌 Penso che ogni persona che lavora, indifferente l’ambito oppure il tempo che ci ha messo, cresce. Tante persone purtroppo non si rendono conto o non sono consapevoli di questo fatto. Ma quando poi l’hanno capito è un passo molto importante per loro, perché si danno il permesso di crescere ancora.


E anche qui si capisce quanto è importante la consapevolezza. È la base di tante cose.


► Andiamo un po’ più nel personale. Ti piace festeggiare i traguardi raggiunti e se sì hai un rito, una bevanda che consumi per l’occasione?


📌 Sì mi piace festeggiare i traguardi. Se c’è il motivo e una vittoria, perché no? Fa parte del volersi bene, e ci si deve festeggiare per automotivarsi. Che poi c’entra con la stima verso di noi. E se io ho la giusta porzione di autostima, la posso trasmettere altrettanto.


E riguardo il rito: mi spiace. Non c’è … si può festeggiare in tanti modi. Farlo sempre nello stesso modo sarebbe noioso.


► Il tuo motto preferito è? E ce lo scrivi anche in tedesco?


📌 “Wer rastet der rostet!” Che significa: “Chi rimane fermo fa la ruggine!”

Può darsi che sia una debolezza mia, ma mi innervosisce quando vedo persone, che hanno un enorme potenziale e non lo sfruttano, perché sono lenti e non danno il gas.

Spesso quando chiedo perché, mi dicono: sono fatta/o così! Questo è una risposta che mi fa impazzire. Una volta mi ha fatto anche arrabbiare. Ormai non più, perché non sono la “Santa Maria” che deve aiutare a tutti.


#hyggetravels è nata da una tua passione per i viaggi? Dicci le 3 cose che non possono mancare nella tua valigia


📌 Spazzolino e ovviamente il dentifricio, occhiali da sole (mi dà fastidio il sole agli occhi) e la musica. Quindi mi serve il telefono con l’app di Spotify.


► Grazie per la chiacchierata Jutta.


📌 Ma figurati. Era un piacere Michela.








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