• Jutta Heupel

Farsi coccolare da "Un Barman a Vela"


Un Barman a Vela che piace coccolare le persone a bordo di una barca. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Luca Gandolfi che di mestiere lavora come Barman e Trainer.


Ciao Luca. Grazie che ci dai la possibilità di farti questa intervista. Ti va di presentarti un attimo? Chi sei e cosa fai, come lavori?


Grazie a voi per avermi chiamato. Ho sempre trovato queste domande tanto difficili quanto limitanti. Se dovessi però trasmettervi un’idea di me e di cosa faccio, in questo momento, in una sola frase vi direi: non so definirlo, però credo di farlo piuttosto bene e con un s e una z bolognesi molto spinte. Il resto, forse, lo scoprirete.


La tua professione è il Barman. Come ti è venuta l’idea di “Un Barman a Vela”? Che poi l’hai anche registrato. Giusto?


Non proprio. La professione del barman mi ha accompagnato durante gli studi in Italia e all’ estero. Una volta terminato il master ho intrapreso un altro percorso lavorativo rispetto al bancone senza però mai abbandonare completamente il mondo dell’ hospitality. Ora lavoro come trainer e Ambassador per una nota torrefazione di Modena (Caffè Molinari. È una marketta? È una marketta 😊). Il progetto del barman a vela invece nasce da un blend di passioni e impulsi che mi hanno portato a coniugare mare, barca a vela e il piacere di continuare ad avere e “coccolare” i clienti.


Sicuramente l’approccio come Barman dietro il banco è diverso rispetto su una barca. Preferisci servire le persone in mezzo del mare? Attualmente lo fai con la flotta della “Velablu” di Reggio Emilia.


Decisamente differente. In mare la priorità è e deve essere sempre la sicurezza. In barca sono prima skipper e poi barman. Stabilito questo non mancano mai i momenti in cui, in piena condizione di sicurezza, coccolo le persone a bordo con caffè e cappuccino alla sveglia e con aperitivi al tramonto. E si, da due anni collaboro sinergicamente con il team/squadra/famiglia di Vela Blu con cui si condivide un progetto entusiasmante che ricopre tanti volti del mondo della vela: dalla passione e formazione in primis, alle regate, fino certamente all’aspetto edonistico del vivere il mare da dentro.


Lo sai che ti abbiamo scelto come figura per quest’intervista perché “Un Barman a Vela” ha proprio un mood hygge? Questa combinazione è molto bella e secondo noi porta benessere alle persone. La vedi anche tu così?


Devo ammettere che è la prima volta che sento questo termine ma lo prendo come un complimento a scatola chiusa e contestualmente prometto che lo cercherò ancora prima della prossima domanda. Se però mi citi la parola “benessere” allora ti confermo che uno dei fini, delle mete dei week end / settimane che organizzo a bordo è la creazione di un benessere che per quanto temporaneo e determinato è altrettanto intenso. La barca è per me la dimensione di maggior evasione dalle dinamiche della quotidianità. Nel momento in cui mollo gli ormeggi rimane tutto sul pontile (tranne cambusa e pochi stracci sia inteso), si passa ad uno stato di stand by e per quei pochi giorni io e l’equipaggio diventiamo un unico organismo complesso che naviga nella stessa direzione di leggerezza e piacere delle piccole cose.



Esiste una situazione nel tuo lavoro come Barman che ti ha fatto capire che è questo che vorresti fare per un bel po’ di tempo?


Esiste una situazione nella vita che mi ha fatto capire questo e ogni anno mi prodigo perché continui a lungo a rimanere un piacere e una passione da condividere e trasmettere a più persone possibili. Ah, ovviamente ho letto il significato di Hygge, mi piace moltissimo. A tal proposito, senza lanciarsi in inutili sofismi, la ricetta che funziona con me è avere trovato ciò per cui sono portato e che mi soddisfa ma soprattutto farlo nella giusta misura e nella piena consapevolezza dei miei limiti.


Hai un consiglio per le persone che vogliono trasformare la passione e sogno in una realtà che permette loro anche guadagnare del denaro?


No. Le dinamiche della vita sono troppo complesse per dare consigli agli altri. Sicuramente sono necessarie due cose: desiderare e perseguire.


Come si salutano i velisti italiani? Da noi al nord alzano la mano, che vuol dire “tutto ok!”


Anche io alzo la mano. Spesso però cingo un caffè, quando posso, una birretta.


Grazie mille di nuovo Luca, e che vada tutto così come vorresti. Auguri!


Per così poco. Grazie a voi e buon vento. Sempre.


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