• Jutta Heupel

L’uomo a cui piace fare le foto in vacanza: Paolo Cavanna


Andiamo scoprire chi è Paolo Cavanna e perché ha scelto la sua professione come fotografo.


#hygge: Ciao Paolo. Grazie che ci dai la possibilità di farti questa intervista. Ti va di presentarti un attimo? Chi sei e cosa fai, come lavori?


Ciao Jutta, grazie a voi per questa bella opportunità. Sono innanzitutto una persona creativa e curiosa, e questo mi ha spinto negli anni a ricercare sempre nuove forme di comunicazione, dalla scrittura, alla pittura fino alla fotografia e al video. Ho lavorato come Art Director pubblicitario per diversi anni in agenzie sia a Milano che a Bologna, e dal 2007 ho affiancato a questa professione quella del fotografo, la mia più grande passione da sempre. Inoltre amo molto viaggiare e scoprire nuovi luoghi, osservare da vicino culture profondamente diverse dalla mia, e immergermi in quella loro quotidianità che per un popolo è data per scontata, ma che per me è ricca di abitudini nuove e affascinanti.


#hygge: A quali valori del tuo lavoro non puoi rinunciare?


Un valore che ritengo indispensabile nella foto di viaggio, così come nella fotografia street o nel reportage, è l’onestà. Un’immagine è in grado di raccontare una storia e per me è fondamentale che quella storia sia sincera. Quindi non costruirei mai una situazione non veritiera solo per portare a casa una bella foto. Quella è una cosa che faccio sul set, quando un cliente mi commissiona uno scatto che va deciso a tavolino prima, ragionato e costruito ad hoc, ma quando viaggio esploro e aspetto di trovarmi di fronte qualcosa che mi colpisce e che secondo me merita di essere raccontato.



#hygge: In che modo i viaggi migliorano, secondo te, la resa/qualità etc del tuo lavoro?


Viaggiare è prima di tutto costruire ricordi, e i ricordi si possono conservare tramite le fotografie. Questa per me è la perfetta unione delle due cose. Viaggiare significa arricchirsi di esperienza, cultura, consapevolezza e tutto ciò può essere conservato nel tempo, per una vita intera. E può essere condiviso da chi magari non ha avuto la tua stessa fortuna e non ha potuto creare come te quegli stessi ricordi.


#hygge: Esiste un aneddoto dei tuoi viaggi che hai trasformato nel tuo lavoro?


Da bambino andavo a trovare i miei zii e rimanevo incantato per ore intere a guardare le meravigliose foto di viaggio di mio zio, diapositive proiettate a tutto schermo. Le ammiravo una ad una, a bocca aperta, per interi pomeriggi, sognando di visitare luoghi così esotici e, soprattutto, di riuscire un giorno a scattare a mia volta foto come quelle.


#hygge: Quale è stato il viaggio più significativo per te e la fotografia?


Il viaggio che più mi ha emozionato fra i tanti fatti è stato quello in Australia nel 2003. Purtroppo però in quegli anni ero ancora fotograficamente molto acerbo e anche la mia attrezzatura lasciava a desiderare. Mi è dispiaciuto così tanto trovarmi di fronte a certe meraviglie naturalistiche e di non poter immortalare come avrebbero meritato, che alcuni anni dopo ho iniziato a studiare seriamente fotografia e piano piano ad investire anche in attrezzature professionali.


Gli ultimi due viaggi, Giappone e Stati Uniti occidentali, sono stati fotograficamente molto significativi.


#hygge: Hai un consiglio per le persone che amano la fotografia?


La fotografia è fatta di studio e di sensibilità individuale. Il consiglio che mi sento quindi di dare a chi ama la fotografia è di studiare la tecnica, conoscere per capire quale attrezzatura è più adatta alle rispettive esigenze, e poi scattare, scattare e scattare ancora, per affinare la propria sensibilità.


Grazie di nuovo per questa chiacchierata. Ti auguriamo un sereno natale!







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