• Jutta Heupel

Le persone gifted. Chi sono?

Aggiornato il: apr 12


Nella nostra società esistono persone che sono piuttosto invisibili. Le persone gifted.

Non si notano, perché non si sa nulla di loro: cosa pensano, come agiscono e reagiscono, e come si sentono.


Sono persone che hanno un’intelligenza superiore rispetto alle persone “comuni”, e nascono così come Gifted Kids. Dentro di loro c’è una ricchezza enorme, se si scopre. Sennò rimane chiusa dentro di loro e li fa stare male.


Sono individui che si isolano facilmente, perché si sentono diversi. Vogliono però essere come tutti gli altri, vogliono essere capiti e accettati dalla società, dai familiari, dagli amici e compagni di classe e quando sono adulti, dai colleghi.


Se però non se ne parla, come possono capire le persone del potenziale che hanno? È importante che se ne parli, per aiutarli, e per farli uscire dal loro guscio.


Giada Ales che lavora come Coach con le persone gifted (lei stessa è gifted) descrive la situazione di un bambino gifted, non riconosciuto, così:

Se non riconosciuta e sostenuta, la precocità intellettiva perde la sua peculiare spinta propulsiva a vantaggio di un necessario adattamento da parte dell’adulto nei suoi ambienti di riferimento. Così, pur manifestando in ogni caso un funzionamento cognitivo elevato e specifico, l’adulto può non riuscire a mettere a frutto i propri talenti, scegliendo spesso una vita personale e professionale confusa e poco soddisfacente.❞

Quando sono bambini vengono considerati come handicap oppure che hanno qualche difficoltà imparare bene quello che viene insegnato loro. Ma perché vengono considerati così? Perché non partecipano alle lezioni. Si annoiano. Tante cose le sanno già.


I gifted kids imparano rapidamente a scrivere e a leggere, proprio prima che inizi la scuola. Oppure hanno una fissa, una passione per qualcosa particolare un po’ fuori dal comune.

Spesso le scienze, la natura, la musica …


E nemmeno tanti genitori riconoscono i propri figli come plusdotati (gifted). Perché girano voci che questi individui abbiano un’intelligenza a 360 gradi. Non è così! Esistono davvero pochissime persone che hanno le conoscenze a 360 gradi. Neanche Albert Einstein l’aveva. E lui aveva un QI di 160 che oggi per un adulto gifted è normale. La persona più intelligente oggi si chiama Terrence Tao e ha un QI verificato di 230.


Wikipedia spiega la plusdotazione così:

❝Si definisce plusdotazione intellettiva o iperdotazione cognitiva (o – ancora meglio – alto potenziale cognitivo) una capacità cognitiva eccezionalmente superiore alla media. Per essere maggiormente precisi, la plusdotazione è una complessa costellazione di caratteristiche personali e comportamentali che si esprimono in modi differenti. Si può parlare di precocità intellettiva con riferimento a soggetti in via di sviluppo (bambini, adolescenti) mentre è preferibile la locuzione alto potenziale cognitivo (una caratteristica in potenza o latente non necessariamente concretizzatasi) per riferirsi a individui già adulti, in cui lo sviluppo dell'intelligenza ha raggiunto una dimensione stabile.❞

Quando poi sono adulti e non è mai stato riconosciuta la loro potenzialità, di quando erano bambini, si trovano in uno stato non piacevole, che può anche arrivare al suicidio. Perciò è indispensabile che si parli delle persone gifted. Non si può arrivare a questo punto di lasciarli soli.


E per aggiungere un lato molto positivo: senza di loro non saremmo ora qui a scrivere tramite internet con lo smartphone e tutta l’informazione che raccogliamo tutti i santi giorni. Senza le persone gifted la ricerca sarebbe povera. Loro sono un dono per la nostra società ed è necessario che si dia a loro un sostegno e il nostro ascolto attivo.


Ecco perché abbiamo deciso di includere le persone gifted nel cerchio della Diversity Inclusion. Perché siamo convinti nel dare un sostegno a loro, attivando così la sensibilizzazione per questi individui.



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