• Jutta Heupel

Qualche domanda a Michela Rimessi riguardo a Hygge

Aggiornato il: 29 nov 2020


Quando ho conosciuto Michela in occasione di un nostro evento di #hygge a Bologna, sono rimasta impressionata dalla sua calma e com’è equilibrata.


Ci siamo conosciute su LinkedIn e visto che non abitiamo distanti, le ho chiesto se le facesse piacere partecipare ad un evento di Networking. Si è sviluppato un’amicizia professionale inclusa una collaborazione.


E quindi perché non farle alcune domande e chiedere cosa fa e cosa pensa di #hygge.

Vuoi sapere cosa ci ha risposto? Allora non resta altro che proseguire nella lettura.

Michela … ci vuoi raccontare qualcosa di te? Chi sei e cosa fai?

Sono una persona in cammino, alla ricerca della leggerezza.

Leggerezza di spirito, da non confondere con frivolezza o menefreghismo. La leggerezza che cerco è un modo saggio e consapevole di leggere la vita, e vivere tra le sue pieghe con una certa dose di empatia e ironia.


Provengo da una famiglia di agitati pessimisti. Al contrario, sono introversa, calma e ben condita una massiccia dose di pragmaticità ed empatia. Tutto ciò, in famiglia, mi fa percepire come quella strana. Ricordare questa cosa mi fa ridere, ma tanta è la differenza caratteriale, che una volta ho ingenuamente dubitato di essere stata adottata, ma ho dimesso poco dopo l’idea, in quanto sono la fotocopia di mia nonna paterna. L’essere sottolineata come fuori dal coro, proprio nel nucleo che dovrebbe dare sostegno, ha fatto sì che iniziassi presto a cercare il mio posto nel mondo. Da grande ho iniziato ad allenarmi alla leggerezza, al lasciare andare cose e sentimenti che trattenevo a me, ma che non avevano effettivamente più senso al mio fianco.


Sono arrivata ad incontrare la contentezza e la gratificazione di essere proprio così come sono. È stato un po’ come giocare a Monopoli e incamminarsi, pescare più volte la carta degli imprevisti, e ritrovarsi al punto di partenza e capire che tutto in me andava bene fin dall’inizio del gioco. Una piacevole constatazione.


Ho un amore viscerale per i gatti, amo cucinare, non mi perdo una gara del MotoGP e ho una quantità di libri, soprattutto saggi, che per leggerli tutti dovrei reincarnarmi qualche altra volta.

Ho scoperto da tempo il minimalismo e solo recentemente ho iniziato a sentirlo mio. Meno oggetti e più spazio per esperienze di vita.


A livello lavorativo, ho un consistente pregresso da dipendente e da qualche anno mi sperimento come assistente virtuale professionista. Esploro i tunnel segreti delle mie abilità, e dedico attenzione alla mia routine quotidiana per raggiungere il work life balance, che per lungo tempo ho ritenuto impossibile da raggiungere.


Lavoro con altri professionisti e piccoli imprenditori con l’attività in crescita, che decidono di investire per crescere ancora. Mentre loro restano focalizzati sulla strategia e parti di business che marginano di più, io li supporto nelle attività di back office, customer care, scrittura di contenuti in ottica SEO, declinati in blog post, contenuti per i social, LinkedIn compreso.

Offro anche supporto come Pinterest business assistant e Audacity per chi vuole ottimizzare l’audio per il proprio podcast.


Mi considero una studentessa a vita, poiché lavorare nel digitale implica l’aggiornamento continuo, oltre ad un sano confronto con i clienti, per trovare modi migliori per ottimizzare i processi.


Lavorare in proprio è difficile e prima di aprire la partita IVA, mi sono fatta una profonda autoanalisi, per capire se avessi le qualità caratteriali per assumermi molti rischi e responsabilità, e anche la voglia di studiare cose di cui non avevo mai sentito parlare, ma che da letture superficiali, mi attraevano molto.


Poi ho stressato la professione per capire se stesse in piedi e potesse farmi guadagnare.

Tutti gli esiti sono stati positivi ed eccomi qua.

Ultimamente sono arrivate più richieste del solito, di informazioni da parte di donne che hanno perso il lavoro e vorrebbero esplorare questo tipo di professione. Ha tante potenzialità e permettere di mettere subito a frutto, sotto forma di servizi, ciò che si è imparato in azienda. Naturalmente, ci vuole anche il carattere e la voglia di cambiare mentalità, da dipendente, a “tutto fare in proprio”.


A quali valori del tuo lavoro/progetto non puoi rinunciare?


Mi è successo di essere contattata da una persona che seguivo dagli albori della sua carriera online. Quando mi ha chiesto di collaborare, non ci potevo credere, tanto ero contenta.

Questa collaborazione è finita nel giro di un paio di mesi, dal momento che ciò che di bello percepivo come follower, in realtà non era affatto corrisposto da ciò che in concreto percepivo nella collaborazione.


Per dare il meglio di me devono esserci empatia, gentilezza e sincerità. Senza questi presupposti non posso andare avanti più di tanto.

Troncando ho rinunciato a diverse migliaia di euro, ma va bene così. Continuando li avrei investiti in medicinali per sopportare boria e falsità.

Ora sono diventata più brava a scremare e scegliere i clienti. Coltivo il dubbio, la riflessione e il lusso del dire: “No, grazie”.


In che modo la mentalità hygge migliora secondo te la resa/qualità etc del tuo lavoro/progetto?


Hygge l’ho conosciuto con voi, nel 2019. L’ho sentito subito mio, perché rispondeva a un bisogno di benessere che stavo cercando. Sulle prime l’ho applicato al mio studio: ho cambiato le luci, optando per led a luce fredda, ho inserito piccole piante che adoro e ho acquistato cancelleria carina. Tutte cosine che mi aiutano a sentirmi bene. Poi ho disseminato questo senso di benessere, cambiando il servizio di piatti, il copridivano e ho risistemato le due librerie. Queste azioni mi hanno anche fatto capire che per me un ambiente confortevole è un ambiente con meno cose. Parecchie, infatti, le ho portate al mercatino dell’usato.

Il passaggio successivo è stato integrare Hygge nel lavoro e sono partita dalle basi: rivoluzionare la mia routine lavorativa e inserire slot di tempo più brevi ma più frequenti, in cui ascolto musica per riossigenare il cervello e faccio stretching per le spalle e il collo. Ho stabilito nuovi orari di sveglia e addormentamento.

Ascolto di più i segnali che il corpo mi manda, li assecondo. Se attraverso un momento di nervoso, invece di crogiolarmi in quella sensazione negativa, ho imparato che uscire a passeggiare e ossigenare quello stato d’animo poco proficuo, mi rasserena e riparto con un piglio migliore.


Raccontaci un aneddoto in cui l’hygge ha trasformato un momento down in un momento up …


Grazie a Hygge alleno la capacità di ascoltare, che è diversa dal solo sentire. Questo mi permette di capire meglio ogni situazione.

Purtroppo ho un difetto: quando lavoro ad un progetto che mi piace, smetto di vivere e mi concentro solo su quella cosa.

Una volta mi è successo di entrare nel flusso della scrittura per sei ore. Morale, alla fine, ero totalmente drenata e non sono riuscita a consegnare in tempo un piccolo testo a cui mi sarei dovuta dedicare successivamente. Ma davvero non ne avevo più.

Da quell’episodio, ho introdotto l’utilizzo dei timer e a sforzarmi di staccare dal lavoro, per riuscire a rendere meglio. Ammetto che in un’ottica di benessere, sono azioni efficaci. Quindi grazie Hygge.


Consigli pratici di Hygge?


Hygge è arrivato nella mia vita quando comunque ero già pronta ad accogliere questa filosofia di vita, ed è stato facile mettere in pratica nuove azioni per un nuovo benessere.

Sono ripartita da una nuova routine quotidiana per vivere in equilibrio i numerosi aspetti della vita. Sicuramente stilare una lista di cose che non ci fanno stare bene e azioni da attuare per trovare una soluzione è già una buona partenza.


Hai un Giveaway per i nostri lettori?


Proprio in vista della lista degli aspetti da migliorare per vivere più Hygge, ho preparato un pdf da inviare ai lettori di Hygge, che mi chiederanno il collegamento su LinkedIn, specificando nel messaggio che mi hanno conosciuta leggendo questa intervista.

Il pdf è uno spazio in cui appoggiare virtualmente dei pensieri che bloccano l’evoluzione che sentiamo di dover rielaborare per il nostro futuro benessere. Li appoggiamo lì e li andremo a riprendere in un momento di calma e energia giusta per trovare la soluzione.


Grazie per la tua disponibilità Michela.

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