• Jutta Heupel

Una donna che cambia le ruote



Questa donna che svolge un lavoro che di solito fanno gli uomini, ci ha incuriosito. E abbiamo chiesto le fa piacere rispondere alle nostre curiose domande.

Donne come Elena Spelta sono rare, che però fanno parte della Diversità. Siamo felici di presentarvela.


Ciao Elena. Grazie che ci dai la possibilità di farti questa intervista. Ti va di presentarti un attimo? Chi sei e cosa fai, come lavori?


Elena: Ciao! Mi fa piacere poter parlare del mio lavoro.

Sono Elena, vivo da sempre a Cremona e proprio qui faccio la mamma e la gommista.


Il mio è un lavoro ancora poco diffuso tra le donne ma assicuro che stiamo crescendo come categoria. Nel mondo non è poi così strano trovare officine dove le donne lavorano fisicamente. Ci allineeremo, spero.


Da un paio di anni ho scelto di dedicarmi anche ad un progetto mio chiamato #shecandoit, unico nel suo genere in Italia. Invito ad ogni edizione (covid19 permettendo) 5 o 6 ospiti (donne) in officina e creo per loro un laboratorio conoscitivo sulle piccole manutenzioni che possono fare in autonomia alla loro vettura. Pillole di autonomia insomma. Gran finale è la sostituzione della gomma di scorta. Ho avuto buoni risultati per una città come Cremona. Circa 40 donne hanno frequentato con entusiasmo! In un mondo che ci vuole pari, dobbiamo anche farci carico delle ovvie responsabilità riguardo la nostra vettura.


A quali valori del tuo lavoro non puoi rinunciare?


Elena: Alla chiarezza ed alla sicurezza. Se non sono certa di poter offrire un servizio garantendo un buon grado di sicurezza all’utente e quindi di soddisfazione, lo dico senza molto tergiversare.


- Elena in officina al lavoro -


Come affronti la situazione come donna che svolge un lavoro che di solito fanno gli uomini?


Elena: Come donna che fa un lavoro. Non da uomo, un lavoro e basta. All’inizio, 13 anni fa è stata molto dura. Oggi le cose stanno davvero cambiando. Bisogna solo fare emergere le differenze che ci arricchiscono. Infondo nemmeno tutti gli uomini miei colleghi sono uguali tra loro, no? Vedere la differenza di genere come negativo, appesantisce l’ambiente lavorativo.


Quante volte hai fatto “il pugno in tasca” quando non sei stata considerata professionalmente per quello che sei? Cioè come donna.


Elena: Ad inizio carriera, ogni giorno. Principalmente per poca fiducia.



Esiste una situazione nel tuo lavoro che ti ha reso più consapevole e forte?


Elena: Essere una donna in generale mi aiuta molto a guardare le cose da un’ottica diversa. Essere empatici, dovendo entrare in contatto con un bene per le persone ormai molto importante come l’automobile è sempre più importante.


Hai un consiglio per le persone che si vogliono diversificare tramite il lavoro per uscire dei schemi?


Elena: Per quanto possibile perseverare nel formarsi. E non perdere l’interesse in ciò che si fa.


Grazie mille Elena per la tua disponibilità e per aver dato coraggio alle donne seguire il loro obiettivo.

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